Vacanze al mare: salvagente o braccioli?

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La prima estate di Pupa l’abbiamo passata al mare (e aggiungo anche le altre visto che il mare è un po’ la passione di tutti in famiglia!) e così abbiamo pensato che la soluzione migliore per permetterle di entrare in acqua senza problemi fosse acquistare un salvagente.

salvagenteAbbiamo scelto il salvagente perché dandole la possibilità di appoggiarsi a qualcosa che la teneva a galla, le permettevamo di entrare in acqua sentendosi sicura perché questo è il vantaggio che da questo tipo di oggetto.

Così lei poteva sentirsi libera di scegliere se muovere i piedini per provare a spostarsi avendo magari sempre vicino o me o il papà che l’aiutavamo nei suoi spostamenti in mezzo all’acqua per farla divertire un po’.

Usando il salvagente però è capitato che l’acqua le sia andata in bocca o negli occhi a causa o di un movimento un po’ più veloce o semplicemente a causa dell’arrivo di un’onda e questo ha generato in lei un po’ di paura oltre che di evidente fastidio portandola così a sviluppare in parte un po’ di paura per l’acqua.

Così il giorno seguente abbiamo provato a sostituire il salvagente con i braccioli, in modo da insegnarle un modo diverso per stare in acqua perché i braccioli danno si meno sicurezza al bambino perché non gli danno la sensazione di stare a galla da solo, ma gli permettono di simulare maggiormente i movimenti del “nuoto vero” perché lo obbligano ad usare mani e piedi contemporaneamente per muoversi autonomamente in acqua (il salvagente non da la stessa libertà di movimento soprattutto alle braccia).

braccioliQuello che Pupa ha sperimentato è stata una fatica maggiore ma si è divertita lo stesso anche se ovviamente  il problema dell’acqua in bocca o negli occhi si è presentato lo stesso ma a me è sembrato che lei con i braccioli lo vivesse in maniera diversa forse perché troppo impegnata nei movimenti (un po’ scoordinati, come tutti i bambini alle prime armi) che faceva per riuscire a stare a galla.

Di ritorno dalle vacanze però ho letto in rete che alcune mamme preferiscono il salvagente ai braccioli perché questi ultimi potrebbero sfilarsi dal braccio del bimbo, ma la verità è, secondo me, che il problema può sorgere solo se si sceglie una misura un po’ troppo grande, perché se invece la misura dei braccioli è corretta non si dovrebbe correre questo rischio e in ogni caso, a meno che il bambino non abbia già una grossa dimestichezza dell’acqua, il genitore sarà sempre e comunque ad una distanza tale da poter intervenire tempestivamente qualora uno dei due braccioli iniziasse a sfilarsi.

Alla fine quello che ho capito osservando mia figlia è che non esiste una “legge” uguale per tutti i bambini molto dipende dal loro atteggiamento nei confronti del mare e dalla comodità che il bambino riscontra usando il salvagente o i braccioli.

Adesso aspetto di vedere quale sarà la scelta della Sorellina, noi per il momento partiremo con tutti e due gli oggetti e poi vedremo su quale ricadrà la sua scelta una volta che l’avremo messa in acqua.

Discussion1 commento

  1. Io pure credo che non esiste una legge…sono daccordo con te! Anche mia figlia il primo anno ha utilizzato il salvagente poi l’anno scorso abbiamo provato con i braccioli e si è divertita tanto…infatti quest’anno siamo andate un giorno al mare, ha voluto i braccioli, ed essendo più grande, ha provato anche a restare a galla e a nuotare! Tutto dipende dal bambino comunque!

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