Usare lo smartphone per giocare con le ombre?

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Quando alla sera ci capita di addormentarci nel lettone tutte e tre insieme e io per conciliare il sonno (soprattutto di Pupa che il giorno dopo deve andare a scuola e quindi deve rispettare gli orari) accendo solo la lucina della lampada che c’è sul mio comodino, capita che loro “si inventino” il gioco delle ombre con le immagini che le nostre braccia o gambe, proiettano sull’armadio che si trova in fondo al letto.
ombreIl gioco consiste nel fatto che a turno loro due pensano ad un animale e con le mani, o con le gambe (a seconda della posizione in cui si trovano più comode), iniziano a simularne il movimento o a interpretare una parte caratterizzante del corpo e il compito mio e di una di loro due non coinvolta nella simulazione e di indovinare di chi si tratta.

E ovviamente si divertono un sacco.

Io non ricordo di aver vissuto questo tipo di passione quando ero piccola e quindi vedere la loro felicità davanti ad un gioco così “banale” mi fa un po’ sorridere, ma allo stesso tempo mi fa essere felice perché mi rendo conto che a volte basta veramente poco per far divertire i bambini e non è sempre necessario spendere tanti soldi in chissà quali giochi per farli felici!

Spesso in quest’era superdigitalizzata ci affidiamo alle nuove tecnologie, o meglio sono i nostri figli a chiedercele in maniera a volte eccessiva, e spesso a noi genitori viene facile concedergliele perché sono un po’ la soluzione più semplice (dopo la televisione) per permetterci di stare tranquilli.

Però c’è un rovescio della medaglia: i bambini si isolano, non sono più capaci di divertirsi con i loro pari o se lo fanno è per un tempo limitato, troppo limitato!

Una delle principali richieste delle mie figlie quando prendono in mano il tablet è: “mamma posso scaricare un gioco?”

La risposta di solito è si, a patto che sia gratis, anche perché in genere questi giochi durano un paio di settimane e poi vengono cancellati. Questo perché vogliono sempre nuovi stimoli e non si “sforzano” a trovarli nei giochi che riempiono la loro camera.

Qualche giorno fa ho scoperto Cartoo il primo teatro delle ombre per smartphone che mi sembra possa essere un buon compromesso nell’uso dello smartphone da parte dei bambini.

Come si usa Cartoo e cosa permette di fare?

Cartoo_ProdottoIl gioco contiene un kit in cartone assemblabile composto da una base e da un proiettore che si uniscono, sul quale si poggia, in un vano lo smartphone, attivando la funzione luce.

Così facendo lo smartphone da oggetto di esclusione diviene oggetto di incontro stimolando le attività di collaborazione e socializzazione.

Per la creazione dei personaggi Cartoo fornisce delle linguette di pvc sulle quali è possibile disegnare con i marker a gesso liquido (cancellabili con un panno umido) personaggi di fantasia o da ricalcare quelli forniti nel kit o quelli che si possono trovare sul sito web di Cartoo. Al kit in cartone è accompagnato un canovaccio per creare insieme ai bambini la propria storia.

Cartoo nasce per opera di tre genitori Antonello, Rudy e Marianna, amici nella vita, che hanno vissuto un po’ quello che vivo io le sere in cui le mie figlie giocano a fare le ombre  sul nostro armadio, solo che l’idea di Cartoo è nata perché era lo smartphone a fare delle ombre dopo aver acceso la torcia e loro si sono divertiti ad osservare un bimbo che si divertiva a giocare con le ombre stesse.

Cartoo nasce anche con l’obiettivo di avvicinare grandi e piccini attraverso il gioco, capovolgendo in questa relazione il ruolo degli smartphone che spesso distraggono ed allontanano. Cartoo aiuta gli adulti a ritrovare una dimensione di contatto con i bambini, rinunciando per un po’ di tempo all’isolamento che i “social” creano con chi ti sta realmente vicino. Cartoo stimola i bambini ad un uso attivo e alternativo della tecnologia e dell’oggetto “smartphone”.

Essendo però un prodotto costoso da realizzare, i tre soci hanno scelto di condividere la loro idea con un progetto di crowdfunding che sarà on line sul sito www.eppela.com dal 29 marzo 2017 e consentirà di accedere ad un pre–acquisto del prodotto e dei servizi collegati, promuoverlo e sviluppare la rete di genitori, docenti e creativi che credono nel valore delle fiabe in famiglia.

Si perché grazie a Cartoo le fiabe possono prendere vita e rendere ancora più unico ed emozionate il momento di interazione che la fiaba porta con sé nella relazione genitore-figlio. Le favole sono uno strumento che aiutano il bambino ad arricchire il linguaggio, a stimolare la fantasia e a sviluppare la capacità mnemonica ripetendo frasi del racconto.

Cartoo è un progetto sociale perché tra le ricompense del crowdfunding c’è la possibilità di supportare delle associazioni che operano nel sociale, donando un Cartoo, e internazionale infatti sarà sviluppato anche in inglese e consegnato oltre che in Italia anche in Europa (cioè deriva dal fatto che parte del team vive all’estero).

Se come me lo trovate un gioco interessate e valido per i vostri figli andate a curiosare sul sito www.cartoo.it e sui canali social (Facebook, Twitter e Instagram) e cercate il crowdfunding su Eppela per sostenere il progetto.

Discussion1 commento

  1. Anna Ruggiero

    Il bello del crowdfunding far crescere insieme alle persone le buone idee. Sei una #cartoofriend e spero ci sia occasione di giocare insieme!

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