Un “pezzo” di vita

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Ho sempre pensato, fin da quando ero piccola, di avere in me l’istinto materno, ma come spesso avviene, non sempre quello che uno vuole poi si trasforma in realtà e così, quando il mio orologio mentale (ma non biologico) ha deciso che era diventato il momento di diventare mamma, inizia per me una lunga trafila che si conclude con una sconfitta.
Il tempo passa, le situazioni si evolvono e io sono costretta a prendere una decisione molto difficile che mi porta a rivoltare la mia vita e ad accantonare per un pò il mio progetto.
Finalmente la situazione si stabilizza, ritorno ad essere serena..et voilá…ecco arrivare la Pupa!
Quando ho fatto il test non credevo di vedere veramente quelle due linee, pensavo di essermi sbagliata, sono andata dal Fidanzato e con la faccia piena di stupore gli ho detto: ” ho paura di essere incinta”… Si perchè la prima sensazione che ho provato è stata la paura che quello che ci stava per succedere non fosse vero, ma anche paura di non essere pronta anche se poi mi sono chiesta: ma si può essere pronte a diventare mamme?
Ovviamente la maggior parte delle mie amiche aveva già vissuto tutto questo e mi aveva raccontato quanto, il divenire mamma, fosse un’esperienza sconvolgente ma anche e soprattutto bellissima.
Quando la Pupa è nata mi sono resa conto di non essere veramente preparata all’ “evento mamma” nonostante avessi diligentemente partecipato al corso pre parto e pensassi di sapere tutto.
Il primo e il più grosso problema che mi sono trovata ad affrontare è stato quello relativo all’allattamento e, complice la tempesta ormonale che avevo in essere e una pediatra che non è stata in grado di capirmi, ho passato i primi mesi di vita della Pupa a pensare che forse non era vero quello che avevo sempre creduto: non ero una brava mamma. Perchè questo era quello che la pediatra stava cercando di farmi credere: una brava mamma avrebbe deciso di abbandonare l’allattamento al seno a favore di quello artificiale per far crescere piú in fretta la sua Creatura invece di continuare ad ostinarsi sulla strada dell’allattamento naturale (per inciso oggi la Pupa ha 25 mesi e continua a prendere il mio latte).
Anche  parte dell’entourage familiare non mi ha aiutato molto in questo mio nuovo ruolo perché spesso invece che supportarmi mi demoliva, facendo crescere in me un senso d’inadeguatezza al nuovo ruolo che stavo vivendo. Nei mesi successivi della mia vita da mamma invece sono prevalse le gioie che questo ruolo mi ha dato, un pó perché il fatto che la Pupa fosse esile e crescesse con i suoi ritmi mi ha dato la possibilità (una volta che l’ansia che questa condizione mi dava é stata sopita) di prolungare il mio congedo di maternità e quindi di passare un pò piú tempo con la Pupa.
A volte sono ancora attraversata da sentimenti d’inadeguatezza, nei confronti del mio ruolo di mamma, che nascono dal fatto che la Pupa spesso non mi ascolta e mi contesta e quello che mi chiedo è se la colpa sia mia e del mio modo di comportarmi nei suoi confronti e non della fase di vita che lei sta attraversando. Ma indipendentemente da quello che mi “logora” internamente sono dell’idea che non esistano mamme perfette, ogni mamma è mamma a modo suo e il bello di essere tale è dato da quel sottile e unico legame che s’instaura tra una mamma e la sua Creatura.
Questo post nasce dal contest “La Mamma Perfetta” a cui ho partecipato e non ho vinto (non importa, sarà per la prossima volta!)

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