Se mi perdo: un nuovo sistema per ritrovare i bambini

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Quando si hanno dei figli e soprattutto se sono piccoli si ha sempre una paura: quelli di perderli.

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Questo stato d’animo si presenta spesso quando si va in luoghi molto affollati. A me ad esempio capita di aumentare al massimo l’attenzionalità quando vado al supermercato con entrambe le figlie o, soprattutto in inverno, quando mi capita di andare con loro in un centro commerciale.

Spesso mi capita di prendere degli spaventi perché nonostante io non le perda mai di vista è capitato che, soprattutto Pupa, si sia allontanata dalla mia visuale e siccome, nonostante io la sgridi sempre, spesso lei non risponde quando la perdo di vista e la chiamo per capire dove si trovi.

Ora che è arrivata l’estate la paura di perdere le bimbe mi viene quando ci capita di frequentare delle spiagge. E’ vero, noi siamo in prevalenza frequentatori di scogli (non per mia scelta ma per la conformazione del luogo in cui siamo soliti andare in vacanza), ma ovviamente ci capita di andare in spiaggia e in queste giornate la paura di non riuscire ad avere sempre sotto controllo è alta perché, soprattutto in agosto, le spiagge sono luoghi molto molto affollati.

Per tutti questi motivi mi ha colpito molto l’idea che è venuta a, Bea Barthes, nuovo brand di abbigliamento bimbi 0-6 anni, ha realizzato “Se mi perdo”: speciali etichette disponibili su ogni capo e un simpatico braccialetto, entrambi dotati di un mix di tecnologie in grado di far ritrovare velocemente il bambino in caso di smarrimento.

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Come funziona “Se mi perdo”?

Basta avere uno smartphone da avvicinare all’etichetta (che deve essere ben visibile all’esterno dell’indumento) per fare in modo che i genitori ricevano in tempo reale un’e-mail con la posizione del bambino, geolocalizzata su mappa.
 La persona che lo ha ritrovato, invece, visualizza una pagina web specifica attraverso cui può scegliere di chiamare il genitore o di inviare un SMS precompilato.

se mi perdo smartphoneQuesto avviene grazie alla tecnologia con cui funziona “Se mi perdo” che è la NFC (Near Field Communication), già adottata, ad esempio, per pagare con carta di credito e ora applicata alla sicurezza dei bambini.

Non è comunque fondamentale che il cellulare possegga il sistema NFC, perché l’etichetta, che riporta in modo chiaro la spiegazione di come utilizzarla, può essere letta anche attraverso il QR code o ancora, più semplicemente, basta collegarsi da un qualsiasi browser all’indirizzo web dedicato per chiamare direttamente il genitore e lanciare in automatico la geolocalizzazione del bimbo.

Gli abito e gli accessori “se mi perdo” si trovano on line su www.beabarthes.com e, visto che le spiagge sono propio uno dei luoghi più a rischio il braccialetto è acquistabile anche presso gli stabilimenti balneari che ne fanno richiesta.

Credo che “Se mi perdo” possa essere una buona soluzione per ritrovare in parte la serenità per frequentare certi luoghi anche con i bambini.

 

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