La strada per la felicità

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Voglio iniziare questo post riportando un concetto espresso dalla psicoterapeuta infantile Silvia Vegetti Finzi e che ho trovato leggendo questo articolo de La 27a ora de il Corriere della Sera

«Viviamo purtroppo in una società dell’egoismo proprietario. E questo si riverbera in tutti i nostri atteggiamenti, compreso quello materno. Le mamme di oggi di solito hanno un solo figlio, per scelta, e pochissimo tempo da trascorrere con lui o con lei. Tra loro si instaura dunque una vicinanza molto intensa e molto esclusiva, nel senso che questo rapporto madre-figlio diventa così prezioso che viene tutelato da qualsiasi interferenza esterna. È per questo che il bimbetto in attesa dell’altalena, tanto per fare un esempio, viene sentito appunto come un’invasione rispetto al fatto di rendere felice il proprio figlio ed esaudire tutti i suoi desideri. Da aggiungere a tutto questo, poi, il fatto che molte di queste mamme vivono immerse nei sensi di colpa. Sentendosi perennemente madri un po’ inadeguate. Ecco perché quando sono con i loro “cuccioli” tendono a vivere questo momento in modo difensivo. Da tutto e tutti».

Sarà che oggi è lunedì e che non mi posso definire di buon umore ma queste parole di Silvia Vegetti Finzi mi fanno riflettere su un pensiero che ho fisso da quando ho messo al mondo la Pupa: la figlia è mia e quindi è compito mio prendermene cura e pensare a lei.
Se potessi fare una scelta passerei con lei il 100% del mio tempo, ad oggi questo non è possibile e mi piacerebbe poter dire che sto lavorando per conseguire questo obiettivo.
Non è facile tutte le mattine uscire di casa e lasciarla con la nonna, non è facile andare a fare un lavoro che mi sta stretto perché mi da poche soddisfazioni, non è facile pensare tutti i giorni voglio fare altro e poi non poter realizzare questo altro, non è facile pensare di non poter gestire al meglio il proprio tempo perché altri lo gestiscono per te ….
Leggo in rete che altre blogger stanno trovando la forza per mettere la propria vita davanti a tutto il resto, probabilmente in quello che scrivono c’è un non detto (che è giusto che non ci sia), forse hanno la forza di fare questa scelta perché sono riuscite a trovare una piccola luce che gli ha dato la forza di rischiare e lasciare tutto per andare a prendersi il loro sogno e la loro felicità.
Grazie amiche virtuali per questi esempi, spero un giorno di poter dare anch’io un annuncio così forte.
E ovviamente in bocca al lupo a voi!

Discussion3 commenti

  1. Ammiro chi lavora…ammiro chi lo fa tutti i santi giorni e con fatica e ancor di piu’ chi fa un lavoro che non e’ quello desiderato. Perche’ bisogna avere grande equilibrio e grande capacita’ di prodigarsi e soprattutto di guardare oltre soprattutto quando ci sono dei figli. Ammiro quindi te che quotidianamente affronti una lotta con te stessa x lasciare la tua Pupa…sono certa che sei e sarai un grande esempio x lei xke’ ,forse inconsciamente, le stai costruendo un modello di mamma combattiva e forte!!!un baciotto!!!

    • Grazie per queste belle parole, io non mi sento un modello per mia figlia ma a volte mi sento in colpa per quello che faccio soprattutto xchè e una cosa che non mi piace più! Ti abbraccio

    • Aggiungo la mia esperienza di padre. Anche io lotto tutti i giorni per trovare una giustificazione per passare così tanto tempo fuori di casa correndo poi a più non posso per arrivare ad un’ora decente. Quando tocca a me andare a prenderla al prolungamento del nido significa che sono stato io quello che è uscito prima rispetto a mia moglie. La vedo venirmi incontro, anche lei è stata tutto il giorno fuori casa e mi chiedo se, in qualche modo, anche per lei questo sia una specie di “andare in ufficio”.
      Cerco di non perdere mai di vista i miei sogni ma devo affrontare la quotidianità. Ho letto anche io di scelte, sia di donne che di uomini, che hanno deciso di scegliere solo la famiglia. Credo che debbano essere scelte consapevoli che domani potrò spiegare ai miei figli perché sono io il primo a crederci. Adesso questa non è la mia scelta. Sia per quello che dico a me stesso, per come mi vedo, sia per quello che vorrò dire a mia figlia quando sarà grande.
      E’ per questo che a tarda serata sono qui davanti al pc a scrivere (non solo questo post) nonostante domani mattina la sveglia suonerà presto. Fortunatamente domani mattina suonerà presto solo per me perchè la mamma entra più tardi e la piccola potrà avere qualche ora di sonno in più.

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