Il parto: #ilpiubelviaggio di una donna

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La festa della mamma è passata da poco e finalmente quest’anno è stata una festa che sono riuscita a festeggiare con entrambe le mie figlie perché forse è il primo anno che anche la più piccola partecipa in maniera un po’ più attiva, del resto anche lei cresce e realizza ogni giorno di più quello che succede intorno a lei.


In occasione di questo giorno è stata realizzata una campagna pubblicitaria che ha toccato le mie corde di mamma, mi riferisco a #ilpiùbelviaggio, il video che Ford ha realizzato per il lancio della Ford B-Max, grazie al contributo di di 7 donne che, in maniera differente, raccontano il loro viaggio verso la nascita del loro bimbo o bimba.

Dicono che la maternità regali ad una donna una maggior sensibilità…non so, può essere vero (io sono sempre stata sensibile quindi faccio fatica ad accorgermi della differenza) ma la verità è che vedere questi 7 parti mi ha emozionato parecchio ed è stato  un po’ come rivivere il mio, anzi i miei parti.

Ovviamente sono entrambi impressi nella mia mente anche se con ricordi, dolori e sofferenze differenti perché a modo loro, quelle due giornate, hanno lasciato nella mia mente un’impronta differente, ma sempre molto chiara e soprattutto indelebile.

Già perché se è vero che i dolori del parto si dimenticano (magari non subito, ma di sicuro non restano impressi nella mente di una mamma troppo a lungo) quello che non si dimentica sono le emozioni che quel giorno porta con sé e da mamma, che di parti ne ha affrontati due, posso serenamente affermare che le emozioni che ho provato sono state forti in tutti e due i casi.

Certo anche le differenze rimangono impresse sia a livello di sofferenza sia a livello di “svolgimento” del parto in sé e per sé, ma quando si tratta di emozioni li non c’è stata differenza: quello che ho provato nel momento in cui ho visto e ho preso in braccio le mie figlie per la prima volta non è stato diverso.

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Con il secondo parto ero convinta che sarei stata “più forte”, che forse non mi sarei messa a piangere quando il papà o l’ostetrica me l’avrebbero messa tra le braccia per la prima volta e invece non è stato così…in entrambi i casi sono scoppiata a piangere, un pianto liberatorio, di felicità perché anche se sono passati solo pochi minuti dal parto, quando si prende in braccio la propria creatura per la prima volta quello che si prova è solo una forte ed immensa felicità e tutto il resto è già finito in un cassetto della memoria, pronto per essere ripreso all’occorrenza, ma già dimenticato.

Sapere poi che per affrontare le fatiche di tutti i giorni una mamma può contare sull’aiuto di una vettura comoda e soprattutto spaziosa non è cosa da poco perché uno dei primi problemi che la mamma si troverà ad affrontare è proprio quello di dover caricare bimba e carrozzina in macchina per affrontare gli spostamenti e siccome uscire è quello che viene consigliato a tutte le mamme anche come “antidoto” contro la depressione post-partum, più le “manovre” sono semplici, più la voglia di uscire aumenta!

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