Dormire nel lettone?

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Da quando sono diventata mamma ho smesso di dormire solo con mio marito, perché dopo pochi giorni di rientro dall’ospedale la nostra bimba è venuta a dormire con noi.

co sleepingPerché questa scelta?

Per comodità credo, forse per egoismo mio perché non dormire mi stava rendendo isterica, perché mia figlia faceva fatica a crescere e così mi sembrava di poterla nutrire di più.

Sono passati quasi quattro anni e lei dorme ancora con noi e adesso nella stessa stanza e, spesso nello stesso letto, c’è anche l’altra bimba nata da pochi mesi.

In questi anni non sono mancate le critiche a questo mio modo di operare, anzi, più volte mi sono scontrata con un’amica che mi accusava di non contribuire allo sviluppo dell’autonomia di mia figlia, ma di renderla mamma dipendente.

Io non ho mai creduto a queste parole e ho sempre pensato che non è nel dormire nel letto con i genitori che si creano figli non autonomi, anzi.

Poi mi è capitato di leggere le parole della psicologa Brunella Gasperini e la prima reazione che ho avuto è stata quella di sorridere e in cuor mio mi sono detta che a volte l’istinto materno non sempre sbaglia…cito le sue parole:

“Il neonato nasce con dei bisogni che non sono solo fisici – mangiare, dormire, essere cambiato – ma soprattutto emotivi. Tra questi c’è il bisogno di essere contenuto, rassicurato, sentire la vicinanza, il contatto protettivo, l’odore della madre. Il momento della nanna è molto particolare, è il momento del distacco, è il doversi lasciare andare al nulla, allo sconosciuto, ancora di più il bimbo ha bisogno di rassicurazioni. Le ninne nanne, il cullare per conciliare e accompagnare il sonno non sono nate a caso. Dormire insieme non causa nessun disagio familiare, relazionale, di sviluppo, sociale e quant’altro. Anzi. Il bisogno di contatto, di vicinanza, di accettazione non appartiene anche dell’adulto? Non lo riconosciamo alla coppia? Perché non lo dovremmo riconoscere ad un cucciolo! Dormire insieme risponde al bisogno del bambino di sentirsi protetto”

Sempre per rimanere in tema, prima di diventare mamma, ho regalato a molte mie amiche il libro di Estevill “Fate la nanna “ perché mi dicevano fosse fondamentale perché solo con quel libro si “poteva tornare a dormire e quindi a vivere” perché era un metodo infallibile.

Quando io sono diventata mamma me lo sono comprata ma non sono riuscita ad arrivare alla fine, ne ho letto circa metà ed essendo consapevole che mai sarei riuscita a mettere in pratica quanto lui diceva di fare, l’ho lasciato a metà e ho continuato a fare di testa mia.

E nonostante questo di notti non ne ho perse nemmeno una.

Forse, come spesso accade, la verità sta nel mezzo: probabilmente non ho ragione io a voler le mie bimbe nel lettone, ma non ha nemmeno ragione Estevill a “demonizzare” questa pratica.

Chi è d’accordo con me?

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