Dermatite atopica: la nostra esperienza

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Da quando è nata Pupa mi ritrovo a lottare tutti i giorni con una pelle che “chiede aiuto” perché a seconda delle situazioni si arrossa e prude. Il “problema” è sorto fin da quando portava il pannolino: le irritazioni per lei erano all’ordine del giorno.

mani bambinoQuando era piccina, davo la colpa al fatto che la sua pelle era molto molto delicata e il portare 24 ore su 24 un pannolino non la aiutava di certo, ma al contrario peggiorava la situazione.

E quindi, nonostante l’ostetrica con la quale avevo fatto il corso pre parto, ci avesse detto che era preferibile non usare nessun tipo di crema ad ogni cambio di pannolino,  io mi sono vista costretta a sperimentare invece diversi tipi di crema perché a seconda dei periodi la trovavo o con l’inguine arrossato, o con le giunture arrossate.

Inoltre dopo il primo mese di vita la pelle della sua faccia si è ricoperta di macchie rosse che io non ho saputo riconoscere e di cui ignoravo l’origine. Quando è successo eravamo al mare, ma non era estate (il sole a detta di alcuni potrebbe aiutare a migliorare la situazione, mentre a detta di altri potrebbe peggiorarla perché il sudore, la sabbia non sono amici della dermatite) e mi è stato suggerito di provare a curarla tamponando il viso con un batuffolo imbevuto di olio di oliva. Ci ho provato e ho pensato che anche se fosse stato solo un “rimedio della nonna” male non le avrebbe fatto.

A posteriori ho capito non essere poi un consiglio poi così sbagliato!

Per gli arrossamenti delle altre parti del corpo e nello specifico per le zone coperte dal pannolino invece ho “sperimentato” un po’ di tutto: creme all’ossido di zinco prima per poi passare a selezionare creme più specifiche abbinandole a dei detergenti a base oleosa.

Con il passare degli anni abbiamo capito che il suo era un problema di pelle e che il pannolino non ne era la causa, ma che si trattava di una dermatite, più nello specifico era una dermatite atopica.

E così, su consiglio del pediatra, abbiamo iniziato a fare delle visite dermatologiche per andare a fondo al problema e soprattutto per capire se si riusciva a trovare una soluzione o quanto meno una crema che la aiutasse a convivere con questa dermatite.

A parte i primi tempi in cui, dopo le visite dermatologiche mi recavo in farmacia per acquistare il prodotto consigliato, lo usavo e mi rendevo conto che la situazione non migliorava,  ho cominciato con l’essere un po’ più critica, visti gli scarsi risultati che ottenevo sulla pelle di Pupa, fino al punto di tornare dal pediatra e capire insieme a lui se non esistesse un farmaco in grado di porre fine a questo continuo prurito.

La soluzione l’ho trovata con una crema farmaceutica a base di cortisone.

Se però devo essere sincera non mi faceva molto piacere usare così spesso il cortisone sulla sua pelle e quindi lasciavo questa crema per i momenti più difficili.

Ho sperimentato creme varie su consiglio della mia farmacista, ho provato prodotti oleosi per il bagnetto che mi suggeriva la mia erboristeria di fiducia, fino a quando un giorno ho incontrato Carlotta di Bubble&Co e grazie a lei ho scoperto che l’amido è un ottimo alleato in caso di dermatite atopica, che i soggetti che ne soffrono dovrebbero usarlo per lavarsi soprattutto nelle fasi acute, quelle in cui il prurito la fa da padrone. E poi che i prodotti che dovrebbero essere usati sono quelli che sono il più naturali possibile.

amido di risoIncontrare Carlotta mi ha convinto ancora una volta a ridurre se non eliminare l’uso della crema cortisonica.

Ho iniziato ad usare l’amido alternandolo con prodotti per il bagnetto naturali o a base oleosa (una pelle a tendenza atopica deve essere sempre ben idratata) e in parte ho visto i primi risultati.

C’è un momento in cui però la situazione rimane critica per Pupa e la sua pelle: la notte.

Infatti nei momenti di maggiore stress per lei o quando le condizioni climatiche le sono avverse (soprattutto nelle giornate con maggiore vento e in inverno quando fa molto freddo) lei passa le notti a grattarsi, probabilmente lo fa nel sonno ma spesso si procura delle ferite perché il giorno dopo il suo pigiama nei punti “critici” è macchiato di sangue.

Un giorno, complice una campagna su Facebook, ho visto che la La Roche-Posay stava per lanciare un prodotto adatto alle pelli delicate e con tendenza atopica e così ho deciso di provare e di richiedere il campione.

bambino che si grattaIl test fatto sulla pelle di Pupa è stato molto positivo: appena messa la crema lei mi ha detto “mamma prude, mamma prude tanto, vorrei grattarmi” ma dopo cinque minuti (o forse meno) la sensazione di prurito se ne è andata lasciando il posto ad un po’ di sollievo per la sua pelle.

Ora lei stessa quando viene colta dai momenti di “prurito” improvviso mi viene a cercare e mi chiede di spalmarle un po’ di crema.

Dicono che con l’adolescenza la situazione potrebbe migliorare, non so, le opinioni/esperienze che ho sentito in merito sono alquanto contrastanti, io ovviamente glielo auguro, quello che so con certezza è  che in questi anni ho imparato che la pelle a tendenza atopica deve essere sempre ben idratata, che i lavaggi dovrebbero essere veloci e fatti con prodotti oleosi per ridurre la secchezza della pelle e che il cortisone, pur essendo molto utile, è piuttosto aggressivo.

Mamme con bimbi con pelle a tendenza atopica vi va di raccontarmi la vostra esperienza?

 

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