Considerazioni “mammesche”

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Amo mia figlia, forse troppo lo so e a questo pensavo ieri sera quando, prima di addormentarmi, la guardavo dormire e pensavo a che meraviglioso dono sia la vita.
Io poi sono un caso a parte e mentre, tra me e me, facevo questi pensieri guardandola, mi sono scese un paio di lacrime, ma ripeto io sono quella che si commuove anche guardando Grey’s Anatomy e quindi non sono da prendere come esempio!
Ma mentre nella testa mi passavano questi pensieri mi è tornata alla mente una scena che ho vissuto sabato sera a casa di amici: coppia con bimba di un anno e mezzo che sta iniziando a camminare (con le conseguenti difficoltà del momento per la mamma/papà che ovviamente devono starle un po’ più dietro e farsi venire dei mal di schiena ricorrenti), caratterizzata da tranquillità generale del tipo bimba che dove la metti sta (situazione che peraltro io non conosco visto che la Pupa non è mai stata così ma l’esatto opposto: ha iniziato a scalciare dentro la mia pancia, ha continuato quando è uscita dando prova di essere una neonata che consumava tutto quel poco cibo che ingurgitava e a tutt’oggi, che ormai invece di camminare corre, non ha ancora trovato pace e continua ad essere iperattiva) e mamma completamente isterica perché doveva seguirla all’interno di una stanza di dimensioni ridotte dove peraltro si stava cenando (lo spazio a disposizione della bimba, vi assicuro, era veramente esiguo).
Ho fatto questa lunga premessa perché vedere questa mamma che si lamentava della sua creatura che il movimento lo conosce appena, che quelli che la sua mamma definisce capricci altro non sono che dei gridolini per attirare l’attenzione o per chiedere aiuto se non riesce ad arrivare ad un gioco, sentirla dire: “Sono esausta (cosa peraltro comprensibile), non vedo l’ora che arrivi lunedì per andare a lavorare, non so come fa mia mamma a stare con lei tutto il giorno…”  un po’ mi ha fatto venire la pelle d’oca e il pensiero è andato subito alla mia di mamma…le devo forse fare un monumento? (in parte si! Ma dovrei dedicarle un post intero!).
E soprattutto mi sono detta: ma se ti fosse capitata una bimba come la Pupa che se avessi solo pensato di metterla dentro al box mi avrebbe rotto i timpani con i suoi lamenti pur di essere tirata fuori perché lei doveva esplorare la casa e venire nella stessa stanza in cui c’ero io nell’unico modo che conosceva in quella fase della sua vita: il gattonamento su una gamba sola (l’avrà fatto si è no per un paio di settimane, visto che noi la fase gattonamento vero e proprio non l’abbiamo vissuta) cosa avresti fatto?
Ho sentito che diceva: “ Di solito quando siamo a casa sole io faccio le mie cose e lei gioca fino ad addormentarsi nel box”…
Ma a quante di voi è capitato di vivere una situazione simile? E soprattutto non mette tristezza una frase del genere?
Non so, forse sono sbagliata io, che le dedico troppo tempo/attenzioni, ma dal momento in cui sono diventata mamma la mia testa è cambiata, le mie priorità sono state stravolte e le sue sono diventate la cosa più importante e di conseguenza pensare alla Pupa ha iniziato ad essere più importante di rifare il letto o lavare le tazze della colazione…attività che ho continuato a svolgere (ovviamente) ma quando lei me ne dava la possibilità! Il che voleva dire quando dormiva (nei suoi rari e soprattutto veloci pisolini quotidiani) e poi via via che cresceva plasmando il più possibile i miei bisogni (sia personali che accessori alias faccende domestiche e/o tutto quanto non la riguardava direttamente) sulla base dei suoi.
Ho sbagliato? Non so, io sono dell’idea che se si decide di mettere al mondo un figlio poi bisogna anche seguirlo in tutte le fasi della sua vita siano esse impegnative o no, perché se lo metto al mondo per poi demandarne la crescita ad altri allora forse mi devo fare delle domande come donna e come mamma.

Discussion6 commenti

  1. Condivido appieno il tuo pensiero. I bambini non sono delle bambole che si prendono e si lasciano a proprio piacimento. Sicuramente fare la mamma a tempo pieno, può stancare, ma fa parte della gioia di essere mamma. Un aiuto può servire per dare il massimo, in serenità, al proprio figlio. Ciao.

    • certo gli aiuti servono ma i figli sono nostri e, secondo me, è giusto che, nel limite del possibile, se ne occupino le madri. Io già soffro per le 6 ore in cui la lascio ai nonni!

  2. Condivido, anche se non sono mamma(non per mio volere); lo vedo dai nipotini. Le mie sorelle fanno anche loro molte cose mentre i bimbi sono a letto. Molte volte noi adulti, ci dimentichiamo che siamo stati piccoli pure noi.

  3. Ma che bel post. Hai scritto delle bellissime parole, sono mamma di due bambini e condivido tutto quello che hai scritto (p.s siamo in due allora a commuoverci guardando grey’s anatomy!)

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