Buon compleanno amore

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Quando si avvicina il compleanno delle mie figlie mi viene sempre un po’ di nostalgia e il ricordo di quello che ho vissuto per metterle al mondo si riaffaccia chiaro nella mia mente.
torta compleanno pupaE’ quello che sta succedendo per il compleanno di Pupa e la stessa cosa è avvenuta, ovviamente, per quello della Sorellina.

Forse quello di Pupa lo sento più forte perché è stato il primo parto, la prima volta che ho provato certe emozioni.

Ieri mattina, accompagnando a scuola Pupa, ho ripercorso con la mente il 20 novembre del 2009 quando, dopo aver fatto l’ultimo monitoraggio in ospedale, le ostetriche mi hanno salutato dicendomi:

la aspettiamo domani mattina alle 7.00 per l’induzione.

Anche se ero consapevole che ormai quello era il mio destino quella frase in quel momento mi ha gettato nel panico più totale.

Complici gli ormoni, ho passato il resto del pomeriggio a piangere e a maledire il telefono ogni volta che squillava perché la domanda era sempre la stessa:

non hai ancora partorito? E quando lo farai? Non sei in ritardo?

Certo che sono in ritardo, lo sapete anche voi e lo so anch’io, è dall’11 novembre che sono in ritardo ed è da quel giorno che spero che tu nasca in maniera “spontanea” perché a me tutta questa programmazione piace veramente poco, mi sembra di non avere la possibilità di metterti al mondo in maniera “naturale”.

Però tra un pianto e l’altro mi faccio forza e mi continuo a ripetere  che la colpa del mio stato d’animo è degli ormoni che ormai sono “impazzitissimi” e che sono solo mie paranoie.

Però è facile dirlo adesso a distanza di 6 anni, perché il 20 novembre del 2009 non mi era proprio così chiaro.

Ovviamente la notte che mi separava dall’induzione è stata una delle più lunghe della mia vita, mi addormentavo e mi risvegliavo dopo pochi minuti e guardando l’orologio continuavo a ripetermi che DOVEVO dormire, non mi aspettava certo una giornata facile e DOVEVO essere riposata, avere le energie giuste per affrontarla, ma prendere sonno non era per niente facile.

Certo anch’io la sera prima mi sono impegnata a “complicarmi la vita” con la cena perché avendo la consapevolezza che sarebbe stata la nostra ultima sera da coppia, e che dal giorno seguente saremmo diventati genitori, io e il quasi papi abbiamo deciso di uscire a cena.

E di cosa avevo voglia? Della mia pizza preferita, perché di sicuro in quel posto non ci sarei tornata tanto in fretta (così mi dicevano le mie amiche che mamme lo erano già).

E forse non è stata solo l’agitazione ma anche la pizza a rendere quella notte interminabile.

Quando è suonata la sveglia ero quasi felice, tanto ormai quello era il mio destino e la consapevolezza che da li a poco avrei visto la mia bimba mi deve aver dato la carica per affrontare quella lunghissima giornata partita in maniera semplice, (alla fine l’induzione non è niente di doloroso né tanto meno così pauroso come me lo ero immaginato io) e finita a sera con la gioia più grande che io, noi possiamo aver mai provato.
pupaQuello che è stato dopo l’ho raccontato più e più volte, ma indipendentemente da tutto quello che è successo in quei primi mesi da mamma averti messa al mondo è stata una delle mie gioie più grandi … ti voglio bene piccola mia!

“Sarà difficile dire tanti auguri a te, a ogni compleanno vai un po’ più via da me…” (Elisa – A Modo Tuo)

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