Allattamento e Breast Crawl

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Al termine della mia prima gravidanza ero convinta che avrei allattato mia figlia e che lo avrei fatto in maniera naturale perché sarebbe stato qualcosa di spontaneo.
allattamento-al-senoAvevo partecipato al corso pre parto e quindi “sapevo tutto” e non pensavo ce invece la realtà sarebbe stata un po’ diversa. Infatti ho scoperto che di cose ne sapevo veramente poche e che allattare non era esattamente una “passeggiata di salute” come avevo creduto fino a quel giorno.

Pupa è nata piccina e, come tutti i neonati, subito dopo il parto ha avuto il calo fisiologico.  In ospedale ho provato ad attaccarla al seno e a parte un po’ di colostro, di latte non ne usciva. Le ostetriche mi hanno sempre rassicurata dicendo che la montata lattea sarebbe arrivata da li a pochi giorni. Però nel frattempo, le puericultrici del nido dell’ospedale spingevano affinché io dessi loro il permesso di dare alla bimba il biberon con acqua o latte. Io ho sempre detto che preferivo di no perché una cosa la sapevo ed era ben chiara dentro di me: l’uso di ciucci o biberon poteva compromettere il buon esito dell’allattamento.

La montata lattea mi è venuta la notte in cui sono uscita dall’ospedale e la mattina seguente sono iniziati per me i primi problemi: il seno era dolente, io volevo che la bimba succhiasse non solo perché piangeva e iniziava ad avere veramente fame, ma anche perché speravo che attaccandosi lei aiutasse il dolore a scemare.

Per fortuna sono stata accompagnata in questa fase dalle mie cugine che tutto questo lo avevano già vissuto però i problemi rimanevano: Pupa non riprendeva peso e io avevo bisogno di capire se stavo facendo le cose in maniera corretta.

La realtà è che io pensavo che il corso pre parto da questo punto di vista mi avesse dato tutti gli strumenti per riuscire nell’allattamento e invece non è stato così (o forse sono io che non ho recepito le informazioni in maniera corretta perché l’ho sempre considerato una pratica naturale, quindi impossibile da non praticare) perché i fatti hanno dimostrato la mia scarsa conoscenza su certe cose e soprattutto la mia insicurezza nelle mie capacità di riuscita.

A posteriori devo dire che una maggiore informazione mi avrebbe aiutato quanto meno nel credere di più nelle mie capacità e in quelle del mio corpo.

E per questo devo ringraziare la mia caparbietà che mi ha spinto a cercare informazioni su internet, a leggere e a cercare di capire il perché di quello che stavo vivendo.

Tutte le donne possono allattare e ripeto tutte. Quello che una donna può fare è scegliere se allattare oppure no.

Ho cercato un po’ su internet e la spiegazione migliore di quello che è l’allattamento l’ho trovata su Wikipedia di cui riporto la parte che per me è fondamentale:

Il latte materno viene prodotto grazie all’azione di numerosi ormoni che circolano nel corpo della donna durante la gravidanza, con intense variazioni in occasione del parto e quindi della nascita del bambino. Fra i tanti ormoni che influiscono sul processo della lattazione, i due principali sono la prolattina e l’ossitocina: la prima è responsabile della produzione del latte, la seconda invece della sua emissione…. La montata lattea compare dopo tre-cinque giorni in media (ma anche più tardi); le mammelle possono gonfiarsi, e in certi casi possono dolere. Il meccanismo alla base della montata lattea è l’aumento della prolattina. La produzione di latte si regolerà in base alle effettive necessità del neonato, seguendo la tipica legge della domanda e dell’offerta: più il bambino succhia e più il latte viene prodotto. Il neonato infatti tramite la suzione, dà vita ad un riflesso nervoso che assicura una continua e abbondante produzione di prolattina. Al contrario l’eccesso di accumulo nel seno inibirà la produzione di latte. È molto importante, quindi, fin dall’inizio, non interferire in alcun modo con i ritmi di suzione del neonato: l’allattamento dovrà essere a richiesta, e non soggetto ad orari“.

Quindi se si vuole allattare, a mio avviso, bisogna cercare di assecondare la natura e in questo processo il Breast Crawl ha sicuramente un ruolo importante.

Cos’è il Breast Crawl?

E’ la pratica secondo la quale il bambino subito dopo la nascita viene messo sul corpo della mamma e si aspetta che da solo cerchi il seno e inizi a ciucciare per fare la sua primissima poppata.

“Il breast crawl è il comportamento istintivo e naturale del neonato umano. La diade madre/neonato risulta vicendevolmente ricettiva nel periodo più sensibile che dura da mezz’ora ad un’ora dopo il parto. Questo periodo è cruciale per costituire il fondamento di un efficace allattamento al seno. I vantaggi derivati dalla pratica dell’allattamento al seno sono innumerevoli, il più importante dei quali è una riduzione significativa della mortalità, morbilità e malnutrizione infantile” (N.B. Kumta).

Io ho sempre pensato di voler allattare le mie figlie e così quando, a parto avvenuto, mi è stato chiesto se volessi che le bimbe mi venissero messe sull’addome per cominciare a “provare” ad allattare io ho sempre detto si e così, durante la fase di osservazione a cui una donna è sottoposta dopo il parto e prima di essere portata in stanza, io sono stata sdraiata con le mie bimbe addosso e con il loro musino tra i due seni che dopo poco ha trovato la strada per arrivare al capezzolo e cominciare a succhiare.

In India è stato girato un video il cui scopo è proprio quello di promuovere il Breast Crawl e aumentare la riuscita dell’allattamento al seno. Ovviamente si tratta di una campagna supportata e sostenuta anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, dall’UNICEF e WABA.

Per maggiori informazioni: www.breastcrawl.org

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